BIORITRATTO

Autore e fotovideografo documentarista
Attraverso libri, fotografia e documentari racconto persone, luoghi, realtà contemporanee e conflitti sociali, con uno sguardo diretto, essenziale e indipendente.
Lavoro da oltre vent’anni nel campo della fotografia, dell'editoria e della produzione audiovisiva, del reportage e della comunicazione. Nel corso della mia esperienza professionale ho operato in ambito commerciale, aziendale, editoriale, sportivo e documentaristico, collaborando con aziende, istituzioni, testate giornalistiche e realtà del terzo settore.
Ho sviluppato la mia attività sia individualmente sia coordinando team di fotografi e collaboratori, occupandomi direttamente dell’organizzazione e della gestione delle produzioni.
Realizzo autonomamente servizi fotografici, riprese video, interviste e reportage, seguendo le diverse fasi del lavoro: dalla progettazione e preparazione alla produzione, dalla ripresa fino alla post-produzione.
Raccontare la realtà
Racconto la realtà perché è lì che voglio stare.
La mia ricerca nasce dalla scrittura, il mio primo linguaggio. Dalle parole è nato il bisogno di osservare, comprendere e raccontare ciò che accade intorno a me. Poi è arrivata la fotografia, come possibilità di fermare ciò che vedevo e trasformarlo in testimonianza. Infine il video, con il tempo, le voci, i corpi, i luoghi e tutto ciò che un’immagine in movimento può portare dentro un racconto.
Non considero questi linguaggi separati. Sono strumenti diversi per una stessa necessità: documentare.
Mi interessano le persone, i luoghi, le comunità, le trasformazioni, le contraddizioni e i conflitti sociali. Mi interessano soprattutto le realtà che rischiano di rimanere ai margini dello sguardo.
Non cerco la fotografia perfetta.
Cerco quella necessaria.
Non mi interessa costruire una realtà più bella, più spettacolare o più facilmente consumabile. Preferisco avvicinarmi alle cose per come sono, ascoltare, osservare, stare dentro le situazioni.
Togliere, invece di aggiungere.
Arrivare all’essenziale.
La monografia documentaria
Da questo modo di lavorare nasce la monografia documentaria.
Per me è un’opera che sceglie un soggetto e decide di entrarci dentro.
Una persona, un luogo, una comunità, un fenomeno sociale, una trasformazione. Una realtà osservata nel tempo e da più punti di vista, attraverso la ricerca, le testimonianze e l’esperienza diretta.
La scrittura, la fotografia e il video diventano così parti di un unico corpo.
Una monografia documentaria può essere un libro, un documentario, una serie fotografica, un insieme di testimonianze. Ma può essere anche tutte queste cose insieme.
Non penso a un semplice contenitore di immagini e testi.
Penso a un’opera.
Un’opera che nasce dalla realtà, la attraversa e prova a restituirla senza semplificarla.
Osservare. Conoscere. Raccontare. Restituire.
Questo è il mio modo di fare documentario.
Il tempo necessario
Viviamo immersi in un’enorme quantità di immagini.
Tutto deve essere veloce, immediato, breve, continuamente disponibile. Le immagini scorrono, si consumano e vengono sostituite da altre immagini.
Io ho scelto di rallentare.
Non mi interessa produrre qualcosa soltanto perché possa essere visto per pochi secondi. Mi interessa costruire qualcosa che possa essere guardato, letto, ascoltato e discusso.
Per questo una parte sempre più importante del mio lavoro vuole tornare nei luoghi fisici.
Un libro nelle mani di qualcuno.
Una fotografia appesa a una parete.
Un documentario proiettato davanti a un pubblico.
Persone sedute nella stessa stanza, in una piazza, in un circolo, davanti a uno schermo, che dopo aver visto un lavoro iniziano a parlarne.
Per me anche questo fa parte del documentare.
Perché un’opera non finisce quando viene prodotta.
Finisce quando incontra qualcuno.
Non voglio inseguire l’attenzione.
Voglio costruire attenzione.
E continuare a raccontare ciò che spesso passa davanti agli occhi senza essere visto.
Scrittura. Fotografia. Video.
Tre linguaggi, una sola necessità: raccontare e testimoniare la realtà.
